Intervista per Elena Gollini Art Blogger

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Pubblicata sul blog Elena Gollini, art blogger, curatrice, critica e giornalista d’arte.

INTERVISTA ALL’ARTISTA – a cura di Elena Gollini

D: Se dovessi darti una definizione come artista usando 3 parole chiave e motivandole;
R: VISIONARIA, ECLETTICA, ARMONICA. Ho delle mie personali visioni sulla comprensione del mondo e delle cose. Ed’ è da quest’ultime che attingo la mia arte pittorica. Non mi accontento mai della superficie, ma adoro esplorare sempre strade alternative anche se a volte più complesse per arrivare ad un risultato. E’ da quando sono piccola che mi pongo sempre domande concettuali sul come e perché delle cose, quindi dipingendo una tela in realtà non faccio altro che cercare risposte in me stessa.. e da me stessa parto per esplorare con l’immaginazione e la profonda riflessione nuove dinamiche, cercando ossessivamente di sublimare la mia arte dandole una nuova forma e quindi un nuovo piacere sensoriale. Spesso sfrutto il cromatismo dei colori per far ciò, ma in realtà cerco di trovare l’armonia nascosta nelle cose e nelle figure, e tento così di indirizzare il pubblico a nuovi modi di osservare e percepire, anche quello che può essere un oggetto d’arte o una tela. Sai penso che poi in realtà la chiave di tutto sia la consapevolezza, quella consapevolezza nella quale nulla può essere determinato o definito, attraverso cui è possibile reinterpretare qualsiasi cosa, penso che in questo mondo nonostante tutto ci sia sempre e solo una forza invisibile ed invisibile dietro alle cose , ed è l’armonia … ecco, è questo quello che cerco, anche in me stessa.. Armonia.

D: Quali sono i progetti che hai in serbo per il 2018? 
R: Ho iniziato questo 2018 ponendomi un solo obiettivo, divulgare la mia filosofia artistica , divulgare e promuovere l’armonia cercando nuove forme di dialogo col pubblico, facendolo così entrare in una profonda riflessione consapevole. Credo che proprio per questo mi hanno chiamato a far parte del progetto “KUBO” – si tratta di un nuovo spazio aperto a Bari, uno spazio dove l’aspetto visivo è al primo posto, in cui io mi sono ritrovata nella posizione di poter far cambiare prospettiva ed introdurre le persone in una visione più consapevole della realtà artistica che ci circonda. Inoltre dal 27 aprile sarò a Roma per la mostra dei 100 pittori in via Margutta, evento di grande importanza per la Capitale, in una via che è stata il centro dell’arte e dei pittori che ci hanno abitato e si sono susseguiti dal 1953 ad oggi quali Guttuso, Picasso… Ho ricevuto un invito dalla galleria Spazio Contesa Arte per questo evento.
Poi sarò a Padova per una per una personale della durata di un mese nella galleria Maison D’Art della Dottoressa Carla D’Aquino. Dopo il grande successo avuto al noto teatro Petruzzelli di Bari, per l’estate ho in programma una serie di concerti eventi, dove la musica sarà affiancata dall’arte pittorica dei miei quadri, per portare così il pubblico a sperimentare una connessione sensoriale a 360 gradi, dove musica e pittura si specchiano e si fondono. Inoltre a dicembre di quest’anno uscirà il volume L’ELITE 2019 nel quale verro rappresentata con 8 pagine ripercorrendo il mio percorso artistico da quando ho iniziato ad oggi. Ho avuto anche la soddisfazione di essere entrata a far parte dell’Archivio Storico dei Maestri di ieri e di oggi presente nelle biblioteche su tutto il territorio nazionale. Inoltre, le mie opere continueranno ad essere esposte nella galleria Forma 4 a Bari in via Argiro. Il mio obiettivo quindi è quello di portare la mia arte e il mio concetto artistico “AROUND THE WORLD”.

D: Hai un’artista o una corrente artistica a cui ti ispiri per fare arte?
R: Credo nello studio di quello che si è vissuto in passato al solo scopo di rinnovarsi. Non faccio arte per ripetere quello ce c’è già stato o è già stato detto. Ogni corrente è esistita perché ha avuto un suo perché in un suo momento storico e culturale di cui ha fatto parte. Lo scopo dei grandi maestri era proprio quello di analizzare concetti scientifici o scoperte di cui l’essere umano aveva preso atto e su cui aveva una sola chiave di lettura. Come ad esempio è successo ai Surrealisti quando Freud parlò del sogno e dell’inconscio o per il Futurismo e il Cubismo nate per l’affermazione della quarta dimensione, quella del tempo. Per questo non credo alla ripetizione, credo nei miei Grandi Miti che hanno apportato quella rivoluzione culturale-artistica che ha fatto da palcoscenico ai grandi cambiamenti.  Amo Caravaggio, Dalì e tantissimi grandi dell’arte, ma penso anche che tutti i grandi hanno saputo osare, andare oltre a quello che già c’era e introdurre tutte quelle nuove ed appunto rivoluzionarie correnti artistiche di cui oggi parlano i libri di storia dell’arte. Ma dietro ciò c’era il bisogno di concretizzare un concetto per lasciarlo in eredità al fine dell’evoluzione. È da qui che sono partita per iniziare a parlare della mia personale tecnica pittorica – PITTURA NON DUALE. Ho messo insieme e connesso vari elementi di varia natura, viaggiando attraverso connessioni di scienza, filosofia e progresso ed ho cercato di creare una tecnica che a mio avviso potesse comprendere tutto, IL TUTTO in maniera armonica ed essenziale. Da qui il concetto di non-dualità , nel quale il tutto perché funzioni debba ritrovare l’armonia della materia e dell’essenza. Attraverso questo concetto mi è possibile intraprendere il discorso della ierofania del tutto e del libero arbitrio dell’esistenza umana, e quindi porre una riflessione ad ogni singola persona che guarda le mie opere sul perché del qui ed ora. Sul perché del tempo e dello spazio così come lo percepiamo.

D: Come pensi che lo stato e le istituzioni debbano procedere per sostenere in modo concreto l’arte e la cultura in generale e per stimolare anche le generazioni dei più giovani ad avvicinarsi?
R: A questo proposito intendo rispondere che credo fermamente nella bellezza dell’Italia, del nostro patrimonio culturale artistico. Credo che noi come italiani e quindi rappresentanti del nostro Paese, dovremmo essere fieri della cultura e delle tradizioni che ci appartengono e a cui apparteniamo. La ricerca, la Bellezza e l’estensione culturale che l’Italia ha dato nei secoli attraverso i nostri artisti nel mondo, credo sia qualcosa di unico ed assoluto. Credo che la nostra sensibilità sia innata e genetica, ma anche che la voglia delle nuove generazioni di combattere per la bellezza che ci appartiene col tempo si sia affievolita. In questo punto non mi riconosco, è come se in realtà la ricerca si fosse fermata, è come se vivessimo in una sorta di anestesia delle coscienze e dei valori, e questo per me è inaccettabile. Quindi alla domanda cosa fare, rispondo che bisogna educare le nuove generazioni a far fuoriuscire l’empatia, la stessa empatia che ci rende umani e compassionevoli, ma che ci dà anche la possibilità di apprezzare il bello in ogni “cosa”, in ogni “dove” e in ogni “quando”. E per questo l’unica soluzione è offrire spunti, spazi e idee, per connettere le persone, per stimolare l’espressione di sé e diseducare dall’apatia dell’infelicità personale. Il risveglio delle coscienze, l’educazione a chiedersi il perché delle cose, l’educazione all’interesse e a coltivare l’interesse con percorsi alternativi. Partendo dalle scuole e continuando nel sociale senza lasciare buchi. Per una società più consapevole, per un benessere reale delle persone e per imparare a prescindere dalle circostanze e cominciare a credere, vivere per uno scopo, vivere per il bene, vivere con coraggio e finalmente senza paura.

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